Crocus sativus, la spezia più ricca oggi conosciuta!

Crocus sativus

LO ZAFFERANO

Pistillo del fiore di Crocus savitus che appartiene alla famiglia delle Iradacee. Il fiore solitario è viola, le foglie sono lanceolate, fiorisce nel periodo autunnale. Testimonianze dell’utilizzo dello stimma trifido essiccato del fiore di Crocus sativus dal colore giallo acceso come preziosa spezia si trovano nei papiri dell’antico Egitto, nella Bibbia (Cantico dei Cantici) e nell’Iliade di Omero. Il suo valore raggiunse anche quotazioni di più del doppio di quelle dell’oro. Dai Greci e dai Romani, oltre che come aromatizzante ed afrodisiaco, era usato anche come colorante per le stoffe preziose e come componente di ricercati profumi. Il prodotto è originario di una zona ai piedi dell’Himalaya, tra il Kashmir e l’India. In quella zona ed in Iran si coltiva oltre il 90% della produzione mondiale attuale.

Lo zafferano era molto diffuso già tra i popoli antichi. Il suo uso era vario. Veniva usato per colorare le vesti, per preparare unguenti e profumi, come medicinale, per migliorare l’umore e facilitare la digestione, per scopi curativi e per preparare pozioni magiche. 
Prezioso come la porpora, lo zafferano serviva per tingere gli abiti dei re assiri e le calzature dei re di Babilonia. Fin dall’antichità lo zafferano è stato simbolicamente collegato alla ricchezza materiale ma soprattutto spirituale. I popoli antichi, Egizi, Greci, Romani, Cinesi e Indiani spargevano fiori di zafferano nelle sale da pranzo e lo usavano per la preparazione di profumi e unguenti. Bagni, olii, massaggi e belletti a base di zafferano erano noti ovunque. Cleopatra, la regina d’Egitto, lo usava per dare un tocco dorato alla pelle. I sacerdoti ebrei nelle loro cerimonie lo offrivano insieme a incenso e mirra.

Si può arguire, per derivazione, che l’offerta in oro dei Re Magi per il RE dei Re sia stata, in realtà, di zafferano, incenso e mirra (da ciò il nome “L’ORO DEI MAGI”). Oggi lo zafferano viene ancora usato nell’arte profumiera, il suo uso è esteso a creme, olii profumati e cosmetici in genere, oltre che in gastronomia per la preparazione di piatti deliziosi ed in medicina, per la preparazione di medicinali. 

Oltre alle indiscusse qualità gastronomiche, gli studiosi, dopo ricerche scientifiche documentate, attribuiscono allo zafferano principi attivi capaci di contrastare l’invecchiamento -è un potente antiossidante- di stimolare le funzioni digestive e il metabolismo, di abbassare il colesterolo e combattere gli stati depressivi, ma ancora oggi si continuano a studiare e scoprire i suoi molteplici benefici. Con il suo elevato contenuto di carotenoidi, vitamina B1, vitamina B2 e aromi naturali, è un potente antitumorale, riduce i danni cellulari provocati dai radicali liberi, protegge le cellule, incrementa le resistenze immunitarie. Aiuta il metabolismo dei grassi, delle vitamine e dei carboidrati.

Sono in fase avanzata, presso diverse università italiane, studi e sperimentazioni sugli effetti dell’uso dello zafferano contro le retinopatie. Noto è l’uso a base di preparati di miele da usare durante la fase di dentizione dei piccoli.

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